Importante Arazzo Aubusson XVII–XVIII Secolo, Scena Galante in Paesaggio Boschivo

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Importante arazzo Aubusson di grandi dimensioni, realizzato tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, con scena galante in paesaggio boschivo, tipica del repertorio delle verdures à personnages.

Qui la pittura diventa tessuto e il tessuto diventa architettura. Un pezzo concepito per dominare lo spazio. Per dimensione, qualità e struttura, è in grado di definire da solo l’identità di un ambiente.

Un importante arazzo di manifattura Aubusson, realizzato tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, nel passaggio tra il periodo di Luigi XIV e la Reggenza. Aubusson è uno dei centri fondamentali della tessitura europea, attivo sotto protezione reale e inserito in un sistema produttivo altamente organizzato, dove il tessuto non nasce da invenzione spontanea ma dalla traduzione di modelli pittorici: pittura trasformata in arredo permanente.

Un arazzo come questo non prende forma direttamente al telaio. Il punto di partenza è il cartone, un disegno a grandezza reale elaborato da pittori specializzati, i peintres-cartonniers, che definiscono composizione, figure e profondità. Attorno a questo modello si muove una filiera precisa: i filatori preparano lana e seta, i tintori costruiscono le gamme cromatiche attraverso processi complessi, e i tessitori – i lissiers – lavorano al telaio sotto la guida di un maître lissier. È un lavoro collettivo, controllato, che richiede tempo lungo e competenze distinte.

Le dimensioni, prossime ai cinque metri di larghezza, chiariscono la destinazione originaria. Non si tratta di un elemento decorativo, ma di un vero dispositivo architettonico pensato per saloni e ambienti di rappresentanza. Questi arazzi non erano ornamenti: erano strumenti di status. Servivano a isolare termicamente, migliorare l’acustica, articolare lo spazio e, allo stesso tempo, dichiarare appartenenza a un preciso livello sociale.

La scena rientra nel repertorio delle verdures à personnages: un paesaggio boschivo abitato da figure eleganti impegnate in interazioni misurate. Non è una scena reale, ma una costruzione culturale raffinata, dove la natura diventa teatro di una società idealizzata.

In questo esemplare la qualità emerge con chiarezza. Lo spazio è costruito attraverso una sequenza di quinte arboree fitte e articolate, che organizzano la scena in più piani e guidano lo sguardo verso il paesaggio e le architetture sullo sfondo. La vegetazione è strutturata, non decorativa ma volumetrica: le masse fogliari, derivate dai celebri choux, si evolvono in fronde più naturali e complesse. Anche il disegno delle figure conferma il livello: non è rigido né naïf, ma deriva da un cartone pittorico di buona qualità. Molti Aubusson di fascia media risultano più piatti; qui, invece, è evidente una chiara volontà pittorica.

Dal punto di vista tecnico, l’arazzo presenta ordito in lana e trama in lana e seta. La tessitura avviene su telaio orizzontale, procedendo per zone di colore, costruendo l’immagine filo dopo filo. La resa cromatica è affidata a toni smorzati, con passaggi morbidi tra blu, verdi e bruni, ottenuti attraverso tinture naturali e filati selezionati, arricchiti da inserti in seta per le lumeggiature. Il risultato è una superficie equilibrata e vibrante, leggibile anche a distanza.

La bordura presenta una differenza percepibile per mano e densità. L’impianto decorativo, a ghirlande di fiori, frutti e fogliame di gusto fiammingo, suggerisce un possibile riporto. In epoca antica era pratica diffusa recuperare bordure di particolare qualità da arazzi più antichi per incorniciare nuovi panni, oppure realizzarle separatamente per adattare l’opera a specifiche esigenze architettoniche. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore livello di interesse storico e tecnico.

Lo stato di conservazione è buono: l’integrità del disegno e la tenuta cromatica, in particolare nelle zone boscose, indicano una corretta conservazione nel tempo.

Oggi un arazzo di questo tipo mantiene intatta la sua funzione originaria. Introduce profondità dove la parete è piatta, crea un punto di gravità visiva e definisce lo spazio. Non richiede un contesto storico: dialoga con naturalezza anche con ambienti contemporanei, dove la sua presenza diventa centrale.

È un pezzo raro, completo e di alto livello, capace da solo di determinare l’identità di un ambiente.

  • Materiale: Ordito in lana, trama in lana e seta
  • Dimensioni: cm 480 x 290
  • Condizione: Restaurato
  • Epoca: Fine '600 / Inizi '700
  • Stile: Luigi XIV
  • Stato: Ottime condizioni

CUP G79J20003880007